Internet non sarà più libero?

12 08 2010

L’ipotesi Google-Verizon che sembrerebbe ipotizzare alcuni vincoli (o meglio differenziazioni) su alcune modalità di fruizione del web (in particolare per gli accessi mobili) ha scatenato una discussione che il caldo ferragostano ha contribuito ad arroventare.

Le opinioni sono discordanti, c’è chi dice che è l’inizio della fine di internet libero e chi dice che in realtà non cambia nulla.

Il  mio parere è che imbrigliare il web in regole e vincoli sia tecnicamente molto difficile (se non impossibile): il mondo è grande e la genialità della gente ancora di più, internet è nato come la cosa più libera, partecipata e globale che il mondo abbia mai sperimentato e per tornare indietro è ormai troppo tardi.

Comunque, come si dice: ai posteri l’ardua sentenza.

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Volare con il web

25 03 2008

Volo spessissimo e credo che le applicazioni del web ai servizi di volo siano probabilmente le più complete esistenti.
Tramite internet si può fare tutto: verificare gli orari e la disponibilità, acquistare un biglietto ormai in modo molto facile, fare il check-in, scegliersi il posto. Tant’è che prossimamente non verranno nemmeno più stampati i biglietti. Ormai è una cosa quasi scontata eppure ancora in molti vanno ancora ad acquistare i biglietti in agenzia, la frontiera non è più creare i servizi per internet ma migliorare ed ampliare l’uso, l’accesso e la conoscenza del web





20 anni fa nasceva il dominio .it

23 12 2007

Il 23 dicembre 1987, l’Italia entrava ufficalmente sul web con il domonio .it: buon compleanno!

E pensare che il primo router (l’apparecchio che serve per connettersi alla rete) è stato acquistato grazie al Dipartimento della Difesa degli USA visto che noi italiani non avevamo i fondi… lungimiranti!





Media tradizionali contro Internet

19 12 2007

Oggi internet è demonizzata, perchè? La mia teoria è la seguente: i media tradizionali, TV e stampa soprattutto, si sentono minacciati da internet (secondo me a torto, ma questo è un’altro discorso) e reagiscono cercando di mettere in cattiva luce il web.
Come lo fanno? basta guardare un qualsiasi telegiornale, ad esempio ieri si è parlato della storia tra i due nuotatori Manaudou-Marin e delle foto di lei nuda pubblicate sul web; il commento del TG5 è stato: queste cose una volta non succedevano, ora per colpa di internet è facile ledere la privacy di chiunque e metterlo alla gogna mediatica, bisognerebbe mettere delle regole e dei controlli su internet per evitare che queste cose avvengano.
Io non sono per nulla d’accordo, mettere regole su internet sarebbe una limitazione alla libertà di espressione di ogni singolo e nel caso specifico pubblicare foto di qualcuno senza il suo consenso sicuramente non è corretto, ma non è certo colpa di internet se qualcuno decide di pubblicarle. Sarebbe come se qualcuno affiggesse su un muro una foto della nuotatrice in questione e venisse abbattuto il muro per evitare che avvengano questi fatti.

Seconda cosa: su internet è il singolo che decide che siti visitare e cosa andare a guardare, sulla televisione sei “costretto” passivamente a vedere quello che decidono i responsabili dei vari canali.

Infine trovo l’atteggiamento del TG5 a dir poco ipocrita: prima dice che pubblicare quelle foto è sbagliato e che bisognerebbe regolare internet che permette di farlo e poi, maliziosamente, obbligano tutti a vedere quelle foto mostrandole dettagliatamente nel servizio, no comment.





Web 2.0 o web Beta?

30 11 2007

Ci sono due tipi di atteggiamenti tra coloro che (come me) fanno del web la propria professione: quelli che lavorano e quelli che fanno PR.

Vorrei parlare dei secondi, sono persone che fanno dell’immagine la propria missione che (stra)parlano di web 2.0 e poi gestiscono siti che sono web Beta, che sono presenti in tutti gli eventi ma non dicono mai niente di interessante, che stanno in realtà al rimorchio su tutto.

Sono loro quelli che secondo me frenano il business di internet in Italia, la gente che ha avuto a che fare con questi personaggi crede che siamo tutti così e fugge. Bisognerebbe che ogni azienda avesse un feedback come i venditori di eBay.